Chi sono

Agli inizi del secolo compro il mio primo computer e mi si apre una finestra sul mondo. Conoscendo l’inglese entro in contatto con realtà fino ad allora sconosciute, partecipando attivamente a tutti i movimenti sociali, politici ed ecologici mondiali che stavano emergendo. Da allora non mi sono più fermato.

A quindici anni ero un fricchettone identico a John Lennon e sognavo di realizzare le parole di Imagine. La mia prima esperienza è da attivista nonviolento incatenato ai cancelli della base militare americana a Comiso, per bloccare l’installazione di nuovi missili nucleari in Italia.

Immagina che non ci sia nessun paradiso (…..) Immagina che non ci sia nessuna nazione (…..) immagina che non ci sia nessuna proprietà (….) Diresti che sono un sognatore, ma non sono l’unico. Spero che un giorno tu ti unisca a noi, ed il mondo vivrà come una cosa sola.

Imagine, John Lennon

Nel pieno degli anni ottanta, nel periodo del riflusso e dell’abbandono generalizzato della politica, in Italia mi sento soffocare ed a diciotto anni parto per andare a scoprire l’Europa, da backpacker e con l’interrail in tasca. La musica mi accompagna nel mio walkman. Arrivo a Londra e sono folgorato dal punk, le cui parole incarnano perfettamente come mi sento. Divento un punk. Vivo in uno squat facendo lavoretti. Vedo un concerto dei Clash in un pub ed i miei capelli diventano verde prato.

Non so cosa voglio ma so come ottenerlo

Anarchy in the UK, Sex Pistols

Poi vado a Berlino e mi innamoro dell’aria decadente della città. Anche qui ho una folgorazione musicale dopo aver visto un concerto dei Bauhaus. Il mio nuovo abito è una palandrana nera ed il cerone bianco in faccia. Vivo in un immenso palazzo di otto piani occupato a Kreuzberg, dove all’ultimo piano la stella della mercedes è stata sostituita dal cerchio e la saetta.

Io sono il passeggero
E sono sempre in viaggio

The passenger, Iggy Pop

A ventinove anni mi fermo e trovo un lavoro fisso. Comincio, come molti, una doppia vita. Per molti anni il tempo della vita è succhiato dal tempo del lavoro. Fatico molto ad adattarmi alla nuova vita, sono in una prigione dorata e cerco disperatamente spazi di fuga.

Negli anni novanta al Forte Prenestino apre una delle prime bbs, AvanaBBS, e le fanzines come Decoder parlano di un nuovo mondo della libertà, il Cyberspazio.

Governi del Mondo, stanchi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. A nome del futuro, chiedo a voi, esseri del passato, di lasciarci soli. Non siete graditi fra di noi. Non avete alcuna sovranità sui luoghi dove ci incontriamo.

Dichiarazione d’indipendenza del Cyberspazio, di John Perry Barlow (1996)

Nel 1999 compro il mio primo computer ed a novembre a Seattle, Usa nasce il movimento alterglobalista. La mia prima scoperta sono gli Zapatisti.

Marcos è gay a San Francisco, nero in Sudafrica, asiatico in Europa, chicano a San Isidro, anarchico in Spagna, palestinese in Israele, indigeno nelle strade di San Cristóbal, ragazzino di una gang a Neza, rocker a Cu, ebreo nella Germania nazista, ombudsman nella Sedena, femminista nei partiti politici, comunista nel dopo Guerra fredda, detenuto a Cintalapa, pacifista in Bosnia, mapuche nelle Ande, maestro nella Cnte, artista senza galleria o cartelle, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero nel Messico della fine del XX secolo, scioperante nella Ctm, reporter di note di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, donna sola nella metro alle 10 di sera, pensionato annoiato nello Zócalo, contadino senza terra, editore marginale, operaio disoccupato, medico senza impiego, studente anticonformista, dissidente nel neoliberismo, scrittore senza libri né lettori e, certamente, zapatista nel sud-est messicano. Marcos è tutte le minoranze rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicendo “¡Ya basta!” – Ora Basta! Tutte le minoranze nel momento di parlare e maggioranze nel momento di tacere e sopportare. Tutti i rifiutati cercando una parola, la loro parola, ciò che restituisca la maggioranza agli eterni frammenti, noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l’emancipazione dell’umanità, tutti noi siamo Marcos.

Comunicato del 28 maggio 1994, EZLN

Con i soldi del mio primo lavoro fisso, faccio il mio primo viaggio fuori dall’Europa. Vado in Messico. Li vado in Chiapas nella selva a conoscere il subcomandante Marcos. Vado in USA a conoscere il movimento americano. Torno in Europa e comincio a partecipare a tutte le manifestazioni in Italia e all’estero. Genova, Napoli, Praga, Londra, Parigi, Varsavia, Atene, attraverso la rete della Peoples’ Global Action. Leggo e scrivo nelle mailing lists di ECN con lo pseudonimo di magius. Nel 2000 vado all’Hackmeeting a Roma. Entro in Indymedia e nel 2001 si va a Genova a creare il media center per fare informazione indipendente sul più importante evento del secolo appena iniziato.

Dopo Genova il mio attivismo si rafforza… Nel 2003 sono a Roma insieme ai due milioni di persone in piazza contro l’entrata in guerra in Iraq. E poi tante tante altre manifestazioni. Le più belle e creative quelle della Mayday di Milano.

Avevo voglia di correre.

Forrest Gump (1994)

Ero un Forrest Gump dell’attivismo. Appena mi fermai, cominciai a diversificare i miei interessi, attivismo creativo, rapporto tra tecnologia e politica (quella che poi diventerà la “tecnopolitica”), diritti digitali, nuovi modelli di organizzazione dei movimenti, comunicazione politica nonviolenta, networking e campaigning, monete alternative, free software e p2p society, post-scarsità, economie alternative e riconversione ecologica dell’economia, lotta contro le nocività ambientali.

Sono cambiate molte cose negli ultimi 300 anni. La gente non ha più l’ossessione di accumulare ricchezze a tutti i costi. Abbiamo eliminato la fame, la povertà, e anche il bisogno del possesso.

Capitano Picard, Star Trek TNG

Da sempre affascinato dalle parole del capitano Picard di Star Trek, vado in cerca di chi voglia creare una società della post-scarsità qui ed ora e non tra trecento anni.

Nel 2002 conosco Domenico De Simone e fondiamo insieme il sito Open-Economy.org, ora scomparso, per introdurre in Italia il tema delle monete complementari e delle economie non basate sulla scarsità ma sull’abbondanza, a partire dall’esempio del software libero. Da quel lavoro collettivo nasce il libro Un Altra Moneta a firma di Domenico De Simone, che viene presentato a Roma al centro sociale Acrobax nel 2003. Da allora, nel corso degli anni cerchiamo di far partire il progetto della FAZ, Financial Autonomous Zone un modello economico alternativo che integra moneta alternativa a demurrage, finanziamento a tasso zero e reddito di cittadinanza universale e che prefigura una società dell’abbondanza come quella della Federazione dei pianeti uniti. Forse tra 300 anni si ricorderanno di noi.

Solo un denaro che scade come un giornale, marcisce come le patate, arrugginisce come il ferro, evapora come l’etere, è in grado di funzionare come strumento per lo scambio di giornali, patate, ferro ed etere.

L’Ordine Economico Naturale, Silvio Gesell

Da quel sito ne nasce un altro, chiamato Socialforge.net, anch’esso scomparso, con cui provo ad introdurre il tema dell’economia dell’abbondanza e delle monete complementari nei movimenti. I contenuti dei due siti ora sono archiviati su questo blog, mentre quello del progetto FAZ sul blog di Domenico De Simone.

Socialforge partecipa alla creazione della Rete dell’economia solidale, nata dal movimento dei Gruppi di acquisto solidale, introducendo per la prima volta in Italia il tema delle monete complementari nate in Usa e Germania. Insieme al Movimento della Decrescita di Serge Latouche, organizziamo la Libera scuola delle Alternative, in cui tengo nel 2005 seminari sulle monete complementari tedesche all’Isola Polvese. Poi nel 2006 riesco a portare per un tour italiano, Paul Glover il fondatore della moneta complementare Ithaca Hours. Da uno di quei seminari nasce a Napoli il progetto SCEC.

Sempre nel 2006 Socialforge insieme ad Altra Moneta, il movimento creato da Domenico de Simone, organizza un convegno a Roma sulle monete complementari, in cui interviene Margrit Kennedy promotrice della rete delle monete alternative tedesche Regiogeld.

Al convegno è invitato anche Tonino Perna, creatore della prima moneta complementare istituzionale italiana, l’Ecoaspromonte, promossa dal Parco dell’Aspromonte di cui è presidente.

In seguito traduco anche la Guida alle Monete Comunitarie di Bernard Lietaer ed organizzo a Roma un convegno sulle monete complementari sudamericane, con Euclides Mance dal Brasile e Luis Montiel, consigliere dell’Ambasciata del Venezuela per parlare degli esperimenti di moneta anticapitalista in corso in quegli anni.

Nel 2014 al termine di un ciclo di impegno sul tema, partecipo ad un convegno organizzato da Effimera e Macao sulla Moneta del Comune, dai cui atti esce il libro edito da Derive Approdi, La Moneta del Comune.

Tanto lavoro che al dunque non si traduce in nulla per lo scarso coraggio dei gruppi di lavoro, nati da quell’enorme lavoro divulgativo, nel tentare di iniziare una esperienza locale italiana. Gli unici a trarre insegnamenti operativi da questo lavoro sono i promotori del Sardex, che creano una camera di compensazione in beni tra aziende rappresentati da una unità di conto, a partire dell’esperienza tedesca dei WIR. Non una moneta complementare vera e propria ma comunque un modello che funziona e continua a funzionare tuttora seppure solo in Sardegna.

Le nostre cinque stelle sono l’acqua pubblica, l’ambiente, la mobilità, lo sviluppo sostenibile e la connettività.

Blog di Beppe Grillo

Nel 2007 dopo le delusioni della sinistra al governo del Paese e delle città, ed a Roma in particolare, mi avvicino alle posizioni di Beppe Grillo, che dal suo blog invitava a rifondare la società italiana a partire dai beni comuni, con l’iniziativa civica dal basso. Entro nei Meetup di Beppe Grillo e nel 2008 sono tra i promotori di una delle prime liste civiche italiane che si ispira ai principi esposti da Beppe Grillo, che poi confluirà nel Movimento 5 Stelle. Partecipiamo alle elezioni comunali e vengo eletto consigliere del Municipio XII (ex-XVI), un’area amministrativa di Roma con più abitanti di Ferrara. Svolgo, praticamente da solo in tutta la città (gli altri consiglieri municipali eletti nel 2008 per la lista civica a poco a poco passano tutti ai partiti) all’opposizione sia di destra che sinistra istituzionali, l’intero mandato dal 2008 al 2013, concentrandomi su poche battaglie fondamentali che le scarsissime risorse ci permettevano. Una di queste fu quella per la chiusura della discarica di Malagrotta. Dopo anni di battaglie riesco a far istituire una Consulta ambientale municipale autogestita dai cittadini per il controllo dal basso su una delle aree a più alto rischio ambientale in Italia.

Mi impegno nella battaglia rifiuti zero e promuovo diverse campagne per leggi di iniziativa popolare. Nel 2009, insieme a Massimo Piras andiamo al primo incontro nazionale delle liste a cinque stelle a Firenze a presentare la campagna.

Inoltre, attraverso la collaborazione fondamentale dei comitati territoriali della sinistra diffusa, riusciamo a raccogliere cinquemila firme per una delibera comunale di iniziativa popolare per la creazione di un parco nell’ex-area ferroviaria di Quattro Venti a Monteverde. La delibera arriva in Consiglio comunale e grazie al supporto della consigliera comunale Azuni viene approvata! Da quella delibera parte il processo di costruzione del parco che ancora dopo anni non vede luce definitiva.

Do supporto all’integrazione sociale dei cittadini rom, contro sinistra e destra, e mi schiero dalla parte degli occupanti dell’occupazione abitativa di Macchia Rossa nel vicino Municipio XI ingiustamente arrestati, insieme al consigliere municipale Toppi. Tutte battaglie che venivano quotidianamente documentate nel blog anche attraverso video girati in Consiglio Municipale, in cui raccontavo la mia quotidiana azione di eletto. Una esperienza entusiasmante dalla parte dei cittadini e mai del partito, che finisce con la mia uscita dal M5S nel 2013 dopo l’apertura di Grillo a Casa Pound ed il boicottaggio nei miei confronti da parte degli esponenti romani del M5S che poi diventarono consiglieri comunali e regionali, sindaci ed assessori, deputati e senatori. Ero troppo di sinistra (e troppo seriamente impegnato) per lo spostamento a destra che si stava prefigurando nel Movimento 5 Stelle e venni fatto fuori, nel silenzio anche di coloro che avrebbero dovuto supportarmi per tutte le battaglie che avevo fatto disinteressatamente nei loro confronti. Ennesima delusione devastante che mi porta a lasciare ogni attività politica attiva per anni.

Durante il mio mandato da consigliere, partecipo anche allo sviluppo di altri movimenti. Cerco di promuovere il tema dei diritti digitali facendo invitare all’evento Woodstock a cinque stelle Birgitta Jonsdottir, esponente del Partito Pirata islandese e collaboratrice di Julian Assange. Tento di avviare, senza successo, un dibattito nel M5S sul diritto all’informazione.

Partecipo attivamente alla raccolta delle firme per il referendum sull’acqua pubblica promuovendo la mobilitazione territoriale degli attivisti della lista civica di cui ero consigliere, con banchetti sparsi ovunque, e la presentazione di delibere in Consiglio Municipale.

Tra il 2007 ed 2014 promuovo la creazione del gruppo italiano di Wiser, un social network internazionale della sostenibilità ambientale, ora scomparso, nato su iniziativa di Paul Hawken, che connetteva tutte le persone e le ONG del mondo che lottavano per la transizione ecologica. Partecipo in quel periodo anche ad ASPO Italia ed al movimento internazionale delle Transition Towns, creando il nodo romano in cui mi interesso di permacoltura e promuovo la nascita di orti urbani. Promuovo la creazione di comunità solidali territoriali e la trasformazione dei centri sociali in community centers e mi interesso anche di organizzazione della solidarietà attiva, traducendo i materiali della Red de Solidaridad Popular spagnola.

Nel 2011 con i contatti internazionali che ho costruito negli anni cerco di far sviluppare il movimento di Occupy Wall Street in Italia, facendo anche traduzioni di testi e video.

In tempo di stasi sociale: attivare
In tempo di germinazione: inventare nuove forme fertili
In tempo di rivoluzione: estendere le possibilità della pace e della libertà
In tempo di violenza:  fare pace
In tempo di disperazione: dare speranza
In tempo di silenzio: cantare

L’opera del teatro anarchico, Judith Malina

In seguito traduco, insieme ad un gruppo di lavoro nato su Facebook, un libro sull’attivismo creativo americano, già tradotto in sette lingue, chiamato Beautiful Trouble, che raccoglie tutte le teorie e pratiche di Occupy Wall Street e dei movimenti precedenti. Dopo di quello ci sono altri due libri che mi occuperanno per un pò!

Sempre nel 2011 partecipo all’occupazione con attendamento a Piazza Santa Croce in Gerusalemme per cercare di far nascere anche in Italia il movimento degli Indignados spagnoli. Cerco anche di far partire un processo di aggregazione per una Podemos italiana a Roma e Bologna, con incontri, traduzioni di materiali. e di articoli.

Nel 2015 con la nascita delle esperienze elettorali nate dal movimento degli Indignados, Barcelona en comu e le liste affini nate nel 2015 in Spagna, mi comincio ad interessare di tecnopolitica e municipalismo radicale. Per facilitare l’introduzione del tema in Italia traduco in italiano l’interfaccia del software Loomio e successivamente collaboro alla traduzione di Goteo e di Decidim.

Nel 2017, alla fondazione di Potere al popolo, attraverso il collettivo PrimaLePersone proponiamo al movimento nascente la adozione di uno statuto ispirato a Podemos, una organizzazione ispirata a France Insoumise ed una piattaforma decisionale basata su quella del Partito Pirata, LiquidFeedback, la versione digitale del metodo del consenso. Purtroppo le nostre idee non riescono ad affermarsi.

Ora ascolto anche la musica barocca e dal 2017 mi sono ritirato definitivamente dalla vita politica pubblica. La passione per la divulgazione è ancora viva e collaboro con vari collettivi, tra cui DIEM25 ed il Comitato per i beni comuni, per la traduzione di materiali e consulenza nella costruzione di siti e piattaforme decisionali. Guardo con molto interesse al progetto di Demosfera.

L’arrivo della pandemia virale di coronavirus nel 2020 sembra essere la chiusura di un ciclo. Ci rivedremo, forse, all’uscita.

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