CoopCycle. Una federazione europea mutualista di cooperative della consegna di cibo a domicilio tramite piattaforma digitale

di Marco Giustini

Il food delivery in Italia I dati parlano chiaro. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, in Italia il settore economico della consegna a domicilio del cibo a domicilio tramite l’acquisto su piattaforme online è in forte crescita. Solo nel primo semestre 2020 ben 706 milioni di euro sono stati spesi per ordinare cibo a domicilio attraverso app di e-commerce. I dati confermano che il trend è in crescita a prescindere dalla pandemia di covid, ed anzi questa ha probabilmente ha dato un ulteriore boost alla crescita, così è molto probabile che nei prossimi anni il settore continuerà a svilupparsi.

Secondo Forbes, di cui allego al termine di questo testo la traduzione di un articolo del 2019, l’intero settore del food delivery è stimato intorno a 200 miliardi di dollari su base mondiale.

CoopCycle, la federazione europea delle cooperative di ciclofattorini 

Che cos’è CoopCycle? in sintesi è una federazione europea di una sessantina di cooperative di consegna a domicilio operata tramite biciclette. La federazione è governata democraticamente dalle cooperative aderenti, che riescono a ridurre i costi grazie alla condivisione delle risorse. E’ uno degli esempi più interessanti su base europea dell’applicazione concreta del concetto di platform cooperativism.  

https://coopcycle.org

Reclaiming Work è un documentario prodotto da Black & Brown Film e sottotitolato in italiano da Marco Giustini, che descrive la nascita del progetto CoopCycle.  

sottotitoli in italiano

Una di queste risorse, la più strategica, è il software. La cooperativa ha realizzato una piattaforma software di food delivery, un software di logistica integrata con mappe online identico a quello di multinazionali come Glovo e Deliveroo che permette di gestire la logistica ed un sito di e-commerce per la vendita online di cibo da consegnare a domicilio, comprensiva di app per i ciclofattorini e di app per i clienti.  

Il software si compone di diversi moduli:  

Gestione della flotta 

• Gestisce le attività dal web o dall’app per smartphone  

• Tiene traccia in tempo reale dei corrieri e degli stati delle attività  

• Importa le attività da un file e le esporta nel rapporto  

Gestione degli ordini  

• Gestisce ristoranti e menu  

• Fornisce app per smartphone a proprietari di ristoranti e clienti  

• Permette pagamenti garantiti da Stripe

Integrazione con il sito del ristorante  

• Permette di creare e recuperare le attività sul sito del ristorante grazie all’API 

• Connette a software di e-commerce esterni, come WordPress con Woocommerce 

• Connette in diverse lingue o framework

App per il consumatore per smartphone Android e Iphone

Due gli aspetti fondamentali del progetto: 

Un chiaro intento di costruire un modello economico basato sui commons: la creazione di un modello economico anticapitalista, basato sul principio del Comune”  

Il rilascio del software sotto una particolare licenza libera, la Coopyleft che ne vieta l’uso alle aziende che non siano cooperative e che non rispettano i diritti dei lavoratori secondo gli standards dell’economia sociale codificati nella UE: “L’obiettivo principale di CoopCycle è quello di dare potere ai corrieri e, più in generale, ai lavoratori. Noi, allo stesso tempo, volevamo che il nostro codice fosse liberamente accessibile, ma usato solo da aziende con una forte etica. Sulla base dei lavori precedenti di Dimytri Kleiner e della P2P Foundation, il nostro team legale si è messo al lavoro. Il risultato finale? Una nuova licenza: la Coopyleft. Essa garantisce che le aziende che utilizzano il software di CoopCycle rispettino le seguenti regole: utilizzare un modello cooperativo in cui i lavoratori sono dipendenti; adeguarsi alla definizione di attori dell’economia sociale come definita dall’Unione Europea. Quindi il software CoopCycle non è effettivamente open source: il suo codice è disponibile su Github, ma non tutti possono eseguirlo per scopi commerciali!” Questo è il testo (in inglese) della licenza software https://wiki.coopcycle.org/en:license 

Nella presentazione sul loro sito vengono descritti in sintesi i servizi che i soci della federazione europea condividono ed il funzionamento della federazione.

La federazione 

Promuovere la solidarietà tra cooperative, ridurre i loro costi grazie al pool di servizi e creare una forza comune per difendere i diritti dei corrieri.  

Chi è interessato? 

La federazione CoopCycle è aperta agli operatori delle consegne in bicicletta nel rispetto dei valori dell’economia sociale ed equa. 

Corriere 

Corriere isolato, vuoi entrare in una cooperativa o crearne una? Ti aiuteremo noi! 

Cooperativa / Associazione 

Unisciti alla nostra federazione per mutualizzare i servizi e rafforzare la tua attività. 

Proprietario del negozio / ristorante 

Approfitta di un servizio di consegna responsabile per migliorare la tua offerta commerciale. 

Cosa condividiamo? 

Scopri i servizi che mettiamo in comune all’interno della federazione europea. 

Il software della piattaforma 

Il nostro software consente ai membri della federazione europea di gestire le loro consegne e di offrire uno spazio di e-commerce ai propri clienti. 

L’app per smartphone 

Un’applicazione per consegnare con fiducia. Un’applicazione client per effettuare ordini. 

Il settore commerciale 

Ti aiutiamo a sviluppare la tua offerta commerciale. Offriamo anche un’offerta comune, destinata a clienti con account di grandi dimensioni.

La visibilità 

Un’immagine di marca riconosciuta su scala europea. 

Il settore amministrativo e legale 

Niente più scartoffie, un servizio si prende cura delle fatture, dei contratti o addirittura dello status giuridico della tua struttura! 

Il Fondo di garanzia dei pagamenti 

Forniamo la garanzia del pagamento in contanti e contribuiamo a garantire la stabilità finanziaria delle cooperative. 

Le sovvenzioni ed i bandi per progetti 

Operiamo per ottenere sussidi locali ed europei per i membri, risposta collettiva alle richieste di progetti. 

L’assicurazione 

Negoziamo offerte assicurative di alta qualità per affrontare i rischi aziendali. 

E persino… 

Fondo di solidarietà, formazione, acquisto di attrezzature, …. 

Come funziona? 

Seguiamo il motto della previdenza sociale: “Da ciascuno secondo i propri mezzi, a ciascuno secondo i propri bisogni”!  

Finanziamento: contro l’effetto rentier capitalista, contribuiamo! I servizi comuni sono finanziati dalle quote di adesione. Il tasso delle quote ed i fondi raccolti sono gestiti democraticamente dai membri. I corrieri riprendono così il controllo sulla propria attività professionale e sugli strumenti di lavoro. 

Una governance democratica 

I corrieri decidono insieme in merito a: livello di contribuzione di ciascuno secondo la propria forma giuridica (cooperativa, associazione, ente istituzionale), assegnazione dei fondi, schema retributivo per fornire servizi  

Lo status di cooperativa per i membri di CoopCycle impone anche una governance democratica a livello locale. Dall’allocazione di questo valore condiviso ai servizi prioritari, alla politica salariale per fornire questi servizi, fino alla scelta di futuri partner economici. 

La scelta di riservare la condivisione dei servizi alle cooperative rientra anche nel nostro desiderio di promuovere la gestione democratica del valore prodotto collettivamente dai lavoratori.  

Voci di entrata di CoopCycle (in francese) 

Il software 

Un software completo per le consegne in bicicletta, consente ai corrieri di gestire le consegne ed ai proprietari di negozi e ristoranti di creare propri siti che usino il software. Il software è protetto da una licenza di reciprocità, che ne impone l’utilizzo solo da parte delle cooperative. 

L’associazione CoopCycle 

L’associazione CoopCycle è un gruppo di volontari che aiutano i ciclofattorini a riunirsi ed  organizzarsi. Da settembre 2017 lavoriamo su diversi argomenti, tra cui: 

• la creazione di un modello economico anticapitalista, basato sul Comune 

• lo sviluppo del software CoopCycle (UI / UX, dev, training, docs, ecc.) 

• lobbying politico, strumenti giuridici, coordinamento globale  

Qui di seguito parte della traduzione italiana del loro documento programmatico del 2018:

CoopCycle. Verso una struttura di mutualizzazione europea

Sintesi dell’ecothon di sabato 27 gennaio 2018 

Questo documento riprende le riflessioni prodotte durante il nostro ecothon per descrivere la struttura europea che vogliamo creare, per gettare le basi di un’organizzazione che articola i livelli locali e un livello europeo e per cercare di fare il giro delle domande che solleva, le opzioni e le decisioni da prendere. 

Introduzione 

Nato nell’autunno del 2017, CoopCycle è un progetto per rilevare il business della consegna a domicilio in bicicletta da parte dei corrieri. Di fronte alle piattaforme che sostengono l’auto-imprenditorialità, proponiamo un’alternativa virtuosa. Per fare questo, stiamo sviluppando una piattaforma a codice aperto, un digital commons che permette sia la presa di ordini (modulo e-commerce) che la gestione delle corse in bicicletta (modulo logistico). Vogliamo che questo software sia di proprietà di coloro che lo usano come strumento di lavoro (fattorini associati in cooperative e associazioni, ristoratori) e di coloro che vi contribuiscono (sviluppatori). Per finanziare lo sviluppo e la manutenzione del software, l’associazione CoopCycle promuove la creazione di una struttura europea che associ i fornitori attraverso una cooperativa o una rete di cooperative. Questa struttura permetterà anche di mettere in comune le spese e le competenze delle cooperative create in ogni città. La nostra sfida è quella di creare un modello economico valido. Infatti, contrariamente all’attuale sistema di lavoro autonomo, noi vogliamo che i fattorini siano dipendenti, per beneficiare delle protezioni (assicurazione, disoccupazione…) e dei vantaggi (accesso all’alloggio, prestiti bancari, formazione) associati a questo status. Questo implica un fatturato orario sufficiente per fattorino stipendiato (32 €/ora minimo), che le piattaforme attuali, sovvenzionate dal crowdfunding, non sono in grado di offrire e non sono progettate per farlo. È con l’obiettivo di rispondere all’uberizzazione con una valida alternativa che abbiamo organizzato un “ecothon” presso lo spazio di coworking ESS’Pace sabato 27 gennaio 2018: una giornata di riflessione sui modelli economici e legali che potrebbero essere seguiti da strutture locali e da un sindacato internazionale di fattorini in bicicletta.

I workshop  

I workshops sono stati i seguenti:  

Workshop sulla diversificazione delle attività Quali attività (consegna o no) possono essere sviluppate? Quali sono i più proficui e redditizi? Quali sono i metodi di determinazione dei prezzi?  

Mutualizzazione con chi?  

• tra cooperative locali 

• con altre organizzazioni 

Abbiamo identificato organizzazioni che hanno capacità e competenze su cui la struttura europea potrebbe contare. 

Mutualizzazione: strumenti di lavoro 

Digitale:  

• software: manutenzione (aggiornamenti, bugfix), hosting (server) e sviluppo (nuove funzionalità) 

Molte librerie software (bricks) possono essere condivise tra le piattaforme. Per esempio, un altro servizio può richiedere una funzionalità di routing, un brick di routing verrebbe quindi condiviso. Il Movimento delle Piattaforme del Comune sviluppa la collaborazione tra le piattaforme 

Logistica :  

• spazi di lavoro; 

• hub logistici, seguendo l’approccio di CityDepot in Belgio, che permette la gestione congiunta di hub logistici nelle periferie urbane; 

• officine di riparazione/magazzino; 

• attrezzature (biciclette, apparecchiature) con l’obiettivo di fare acquisti in gruppo e negoziare collettivamente con i fornitori. 

Il resto del documento non viene tradotto perché entra in dettagli molto tecnici spesso relativi alla sola contrattualistica francese. Rendo comunque disponibile per la consultazione il pdf integrale (in francese) tratto dal loro sito.   

Ed in Italia?

Analizzando lo scenario globale del settore del food delivery, attraverso i dati dell’analisi fatta nell’articolo di Forbes che trovate allegato a questo testo (sì, i nostri nemici!) sono arrivato alla conclusione che in Italia, dove non esiste una solida rete di economia sociale e solidale estesa anche ai ristoranti come in Francia, e dove gran parte del movimento cooperativo è stato sussunto dalle grandi imprese capitalistiche, per far funzionare un progetto come CoopCycle è necessario chiudere completamente la filiera.

Cioè, unire le cooperative di produttori agricoli, allevatori, trasformatori di cibo della cintura esterna delle città (“cinture verdi”) con le cooperative di trasportatori, magazzinieri e addetti alla cucina per creare una catena che vada dal contadino al consumatore finale.

Questo si ottiene staccandosi dai ristoranti e creando strutture (“cucine cloud”) non aperte al pubblico dove si cucinano tutti i piatti con menù diversi, che il consumatore vedrà sul sito della piattaforma come provenienti da ristoranti diversi ma che in realtà saranno cucinati in un unica cucina, con diversi ricettari. La “cucina cloud” chiaramente permette di abbattere i costi che un ristorante normale ha.

Questo modello, secondo la mia analisi, è già stato adottato in India da grandi attori locali e permette loro di abbassare il costo del cibo cucinato mantenendo un’alta qualità locale per il consumatore finale.

E nel caso di CoopCycle permetterebbe loro di competere alla pari con le grandi multinazionali. Inoltre sarebbe anche di interesse ecologico perché servirebbe a preservare la piccola agricoltura locale vicina alle città schiacciata dai prezzi delle grandi catene di supermercati. Da questa analisi strategica poi chiaramente bisogna passare ad un business plan e ad un piano di finanziamento per rendere concreto il progetto.

Conclusioni 

CycleCoop è un modello di costruzione di cooperative di lavoro mutualiste su scala europea perché il vincolo apposto sulla licenza software, strategica per il funzionamento di tutta la filiera, obbliga le cooperative aderenti a rispettare le stesse clausole che le cooperative fondatrici hanno stabilito. Cioè impedisce strutturalmente qualunque forma di dumping da parte di cooperative che non rispettino le clausole imposte dalla licenza software. 

Nelle attuali condizioni italiane, descritte in precedenza, in cui le cooperative sono diventate il luogo del massimo sfruttamento dei lavoratori, è evidente che un processo come quello lanciato da CycleCoop è strategico e rivoluzionario.  

Quindi se lavoreremo bene in Italia per far partire questo modello produttivo, forse riusciremo a coinvolgere il meglio del movimento cooperativo rimasto, quello non sussunto dall’impresa capitalista, il cooperativismo veramente mutualista.  

E come già avvenne alle origini del movimento operaio, un nuovo movimento cooperativo riformato potrà dare impulso ad un movimento politico dei lavoratori. 

Entriamo nel Socialismo del XXI Secolo.  

01 Maggio 2021

Allegato

La consegna di cibo online, che presto arriverà a 200 miliardi di dollari di fatturato a livello mondiale, sta cambiando rapidamente l’industria alimentare globale 

di Sarwant Singh (*), Forbes – 09/09/2019 

Traduzione di Marco Giustini 

Come me, è probabile che tu abbia probabilmente ordinato del cibo (e lo suppongo in modo prudente qui) almeno una volta online questo mese e che hai visto più di un agente di consegna di cibo sfrecciare per le strade oggi. Non dovrebbe sorprendere quindi che la consegna di cibo online sia destinata a superare i 200 miliardi di dollari entro il 2025. 

Che gli Hunger Games abbiano inizio 

Il concetto di consegna del cibo non è nuovo. Dall’ordinazione telefonica all’utilizzo di piattaforme online dedicate legate a un determinato ristorante, il processo di ordinazione del cibo è diventato facile come, beh, riscaldare una cena congelata da consumare davanti alla TV. Negli ultimi 5-7 anni, un gran numero di aziende in tutto il mondo sembrano essersi concentrate su una nuova formula magica (e ora non così segreta); mentre le versioni precedenti del servizio di consegna di cibo online erano limitate a un singolo ristorante o menu, ora è disponibile un vero e proprio buffet, checonsente ai clienti di accedere a migliaia di ristoranti e milioni di piatti. 

Le aziende alimentari online stanno scoprendo con gioia che i clienti sono affamati di tali servizi. I tassi di crescita del settore sono saliti alle stelle poiché milioni di clienti si sono mostrati più che disposti a ricevere cibo consegnato premendo un pulsante piuttosto che trascorrere periodi prolungati a mescolare il mestolo nella pentola. Nel 2018, Frost & Sullivan ha stimato il settore a 82 miliardi di dollari in termini di prenotazioni di entrate lorde e questa cifra è destinata a più che raddoppiare entro il 2025, sostenuta da un tasso di crescita cumulativo del 14%. 

La consegna di cibo online sta già avendo un enorme impatto sull’attività di ristorazione. Il famoso chef Jamie Oliver ha citato i servizi di consegna di cibo online come uno dei motivi principali per cui la sua catena di ristoranti è andata, ehm, a gambe all’aria. In effetti, è difficile competere con la prospettiva di passare una serata a casa dove vi potete rilassare con la vostra tv on-demand preferita (Netflix) e mangiare la vostra cena on-demand preferita. 

Il Nord America ospita già oltre 10 società di consegna di cibo online con Grubhub, il più grande attore, che rappresenta oltre un terzo della quota di mercato. L’Europa ha anche oltre 10 fornitori, con la società olandese Just Eat presente in otto paesi della regione e una quota di oltre l’83% del mercato del Regno Unito. Ma in termini di numeri, l’Asia

rappresenta una quota enorme del 55% del mercato globale della consegna di cibo online, grazie all’appetito apparentemente insaziabile del 

drago cinese. La Cina da sola ha registrato oltre $ 34 miliardi di ricavi dalla consegna di cibo online nel 2018, con due dei suoi maggiori attori, Ele.me e Meituan Dianping, che hanno diviso quasi 10 miliardi di consegne tra loro lo scorso anno. 

Gli investitori sono ottimisti sulle prospettive di crescita 

Ma per capire davvero il crescente peso del business della consegna di cibo online, basta seguire lastoria di una società: Uber Eats. Lanciata nel 2014, l’azienda è cresciuta in modo astronomico in tutto il mondo grazie al suo famoso fratello maggiore, Uber. Lo stesso Uber Eats ha attualmente un valore di 20 miliardi di dollari, registra un fatturato di 1,4 miliardi di dollari all’anno, è presente in più di 670 città in sei continenti e fornisce quasi un miliardo di pasti ogni anno. 

Questo tipo di crescita, non solo per Uber Eats, ma per quasi tutte le società di consegna di cibo online che operano con successo oggi, sarebbe impossibile senza investimenti massicci. Solo nel 2018, più di 9,6 miliardi di dollari sono stati pompati in queste società, con l’Asia che ha ricevuto quasi il 60% di questi fondi. Grandi battitori come Alibaba, Tiger Capital e SoftBank Group sono stati tra i principali investitori in questo settore e continuano ad essere ottimisti sulle sue prospettive di crescita. 

Tali scrigni di guerra hanno consentito alle aziende di consegna di cibo online di acquisire in modo aggressivo controparti più piccole in altri paesi, ampliare la loro presenza globale e rafforzare la loro posizione competitiva. 

Principali partecipanti al mercato della consegna di cibo online nel 2018 (Fonte: Frost & Sullivan)

Nel 2018, il gigante olandese Takeaway.com, un espansionista aggressivo, ha rilevato l’attività tedesca di un altro importante attore, Delivery Hero, per 1,1 miliardi di dollari. Possiede anche i principali operatori di mercato in Grecia, Bulgaria e Romania. Recentemente, il mese scorso, Takeaway.com ha annunciato di essere interessato a fondersi con Just Eat, un altro importante attore globale nel settore. Questa entità comune varrebbe quasi 11 miliardi di dollari con una base clienti combinata di oltre 40 milioni di utenti e sarebbe l’operatore dominante in tutta Europa. 

Delivery Hero ha anche ampliato con successo la sua portata e ha una quota di mercato di oltre il 70% nel mercato del Medio Oriente grazie all’acquisto dei marchi locali Talabat, Carriage e Zomato nella regione indiana. Tuttavia, alcune acquisizioni non sono andate secondo la ricetta; la società di mobilità Ola ha acquistato la società di consegna di cibo Foodpanda per circa $ 45 milioni nel 2017 per poi sospendere le attività nel 2019 poiché non è riuscita a tenere il passo con la concorrenza. 

Tutti sono in azione 

Tutti bramano una fetta di questa torta, anche le aziende esterne al settore. Ad esempio, le aziende fintech sono riuscite a generare profitti dal business della consegna di cibo online integrando i loro gateway di pagamento, come i portafogli digitali, nelle piattaforme esistenti, fornendo così un’esperienza di ordinazione e pagamento senza interruzioni. 

I partner dell’ospitalità stanno sfruttando la capacità extra nelle cucine degli hotel per preparare i pasti che vengono ordinati e consegnati attraverso piattaforme di consegna di cibo online. Le aziende del settore automobilistico e dei trasporti stanno cercando di sfruttare l’enorme potenziale di crescita offerto dalla consegna dell’ultimo miglio. 

Le aziende tecnologiche di trasporto autonomo stanno già utilizzando robot terrestri per effettuare consegne commerciali all’interno di ambienti chiusi come i campus universitari e le località del centro. Nuro, una società di robotica autonoma, insieme a Dominos Pizza, spera di commercializzare tali consegne a Houston, in Texas, molto presto. Credo che le consegne di droni/robot potrebbero essere la prossima ondata, dati i costi e l’efficienza in termini di tempo ottenuti rispetto ai metodi convenzionali che dipendono dalla tua amichevole persona che fa le consegne di quartiere. 

I produttori automobilistici come Ford, Toyota e GM hanno testato con successo i loro veicoli autonomi per i servizi di consegna di cibo negli Stati Uniti in quella che promette di essere una marea di tecnologia dei veicoli autonomi utilizzata dalle piattaforme alimentari online. 

È un affare brutale 

Resta il fatto, tuttavia, che nonostante i massicci ricavi e investimenti, le società di consegna di cibo continuano a lottare con la redditività, principalmente a causa dei loro alti tassi di cash burn. Il prezzo predatorio è una strategia ampiamente utilizzata per battere la concorrenza in cui le aziende ingoiano una perdita sulla transazione sovvenzionando in modo significativo il costo del pasto. L’affidabilità logistica e la qualità del prodotto sono al di fuori del loro controllo poiché questi servizi sono appaltati ad altre parti. Se un cliente non è soddisfatto di uno degli elementi, l’azienda alimentare online deve sopportare la

sanzione pecuniaria. Infine, la frode lungo la catena del valore, sia attraverso consegne “fantasma” manipolate da ristoranti o scappatoie di sicurezza informatica legate ai pagamenti digitali, sta emergendo come un fattore sempre più importante per il business. Come risultato di queste tendenze, diverse aziende non sono state in grado di resistere al caldo in cucina e sono uscite dall’attività. Ciò che è stato sconcertante è stato il modello di fallimento. 

Solo nel 2019, Munchery, con sede negli Stati Uniti, ha chiuso le attività dopo aver ricevuto finanziamenti per oltre 120 milioni di dollari a causa di un tasso di cash burn estremamente elevato e di ambiziosi piani di espansione che non sono riusciti ad attrarre nuovi investitori. Ferita da una base di clienti limitata, 5.4, un’azienda australiana che fornisce cibo sano su misura, ha chiuso un negozio. E, più recentemente, Amazon Restaurants ha chiuso le sue attività a causa della forte concorrenza e della sua incapacità di migliorare la sua penetrazione nel mercato statunitense. 

Innovare per avere successo 

Uno chef è buono solo come il suo prossimo piatto. Allo stesso modo, innovare o morire è un credo che determinerà il futuro delle aziende di consegna di cibo online. Uno di questi concetti innovativi che è esploso sulla scena è quello delle cucine “dark” o “cloud”, essenzialmente strutture commerciali dedicate a servire ordini da asporto online. Il costo notevolmente inferiore dell’investimento di capitale richiesto per questa configurazione, rispetto a una struttura di ristorazione in piena regola, consente di offrire cibo a tariffe più economiche. Le società di consegna di cibo online stanno collaborando con aziende di terze parti che costruiscono e/o gestiscono questi stabilimenti e stanno persino investendo in esse stesse per preparare il cibo con marchi diversi. Ad esempio, Swiggy in India gestisce il proprio servizio di cucina cloud chiamato The Bowl Company che prepara i pasti per l’attività di consegna di Swiggy. 

Un’altra interessante strategia di crescita che le aziende di consegna di cibo online stanno esplorando è fare un passo indietro nella catena di approvvigionamento alimentare. Si stanno integrando nella catena di consegna nella fase delle materie prime, consegnando queste merci dagli agricoltori o dai produttori ai magazzini, distribuendo anche le forniture da questi magazzini ai ristoranti e ad altre attività di preparazione dei cibi. Zomato, ad esempio, sta allestendo in modo aggressivo giganteschi magazzini in tutta l’India per conservare prodotti freschi, assicurando così non solo il mantenimento degli standard di qualità, ma anche la riduzione dei costi di approvvigionamento alimentare. Il risultato finale è un pasto a basso costo e di alta qualità per il cliente poiché Zomato è l’intermediario in tutti gli aspetti del pasto, dall’approvvigionamento degli ingredienti fino alla cottura del pasto in una cucina cloud, guadagnandosi l’appellativo di settore di essere un ” giocatore “full stack”. 

Oggi, solo l’11% della popolazione mondiale ha accesso a piattaforme di consegna di cibo. Prevedo un’accesa lotta per il cibo all’orizzonte mentre le aziende si espandono e innovano in modo aggressivo per accaparrarsi più pance e portafogli. Entro la fine del prossimo decennio, credo che sarà più efficace, in termini di tempo, costi e sforzi, ordinare letteralmente qualsiasi tipo di cibo si desideri e farselo consegnare a domicilio da un drone/robot, piuttosto che passare un’altra noiosa serata a sudare in cucina. Ma poi di nuovo, potresti non avere più una cucina in cui cucinare.

Questo articolo è stato scritto con il contributo di Viroop Narla, Team Leader del gruppo Business Strategy & Innovation di Frost & Sullivan, e autore principale di uno studio pubblicato di recente dal titolo “Future of Global Online Food Delivery Services Market“. 

(*) Sarwant Singh. Sono un Managing Partner di Frost & Sullivan, Regional Leader delle sue operazioni in Medio Oriente, Africa e Asia del Sud (MEASA) e capo della Global Practice dell’azienda per I Team Mobility, Aerospace, Defence & Security. Sono anche il fondatore di un gruppo di think tank che lavora sulle tendenze future (Mega). Io e il mio team siamo stati i pionieri dell’approccio “Macro to Micro” nell’analisi dei Mega Trends nel 2008, che da allora è stato provato e testato con le aziende Fortune 1000 nello sviluppo di opportunità di spazi bianchi. Sono autore di “New Mega Trends”, pubblicato nel 2012 con Palgrave Macmillan, che da allora è stato venduto in più di 30 paesi ed è attualmente tradotto in cinese per un’uscita sul mercato cinese nel 2014. Sono consulente di aziende Fortune 1000 (clienti come P&G, Ford, Philips, BMW, gruppo Fiat, Nissan, Toyota e UNIDO). Sono un ingegnere e ho un MBA della Leeds University Business School, per la quale ora sono membro del loro Advisory Board. Ho anche fatto un corso per dirigenti alla Kellogg School of Management. Sono un noto leader di pensiero e un carismatico futurista che combina l’acume ingegneristico con una forte esperienza commerciale. 

Fonte: https://www.forbes.com/sites/sarwantsingh/2019/09/09/the-soon-to-be-200b-online food-delivery-is-rapidly-changing-the-global-food-industry

 

© Marco Giustini – 2021 Licenza Creative Commons  Questo testo e le traduzioni al suo interno sono rilasciate sotto la licenza Creative Commons https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/it/

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