Perchè è necessaria l’innovazione monetaria?

Tre comuni Malintesi, tre minacciosi Risultati, tre possibili Soluzioni

di Margrit Kennedy

In questo intervento mi occuperò della domanda: “Perchè è necessaria l’innovazione monetaria?” Per prima cosa, descriverò tre malintesi che la maggior parte delle persone ha riguardo al denaro; dopo spiegherò tre risultati di questi malintesi, e poi offrirà tre possibili soluzioni in termini di innovazione monetaria. Cosa è il denaro? Vediamo prima la bella notizia. Il denaro è una delle innovazioni più ingegnose dell’umanità . Aiuta lo scambio di beni e servizi e scavalca le limitazioni del baratto, creando quindi la possibilità di specializzazione, che è alla base della civilizzazione. Perchè allora abbiamo un problema rispetto al denaro? Ecco allora la brutta notizia. Nel corso della maggior parte della storia, la circolazione del denaro si è sempre basata sul pagamento di interessi. E l’interesse porta all’interesse composto (N.d.T.: l’interesse composto è l’interesse sull’interesse). L’interesse composto porta ad una crescita esponenziale. E la crescita esponenziale a sua volta è insostenibile. Di conseguenza, per capire come il nostro sistema monetario ha sempre funzionato come una “macchina invisibile di demolizione” sin dall’inizio, è utile capire i tre malintesi basilari che quasi tutti hanno circa il denaro.

Malinteso n.1: la Crescita

Fig.1 – Tipologie fondamentali dei modelli di crescita. Il denaro con interesse ed interesse composto può crescere indefinitivamente.

1. Per capire il Malinteso della Crescita, cioè del “Denaro basato sull’interesse che può crescere indefinitivamente”, dobbiamo sapere che ci sono tre schemi di crescita diversi per genere. La curva “A” rappresenta il normale schema di crescita che esiste in natura. Esattamente come succede con le piante o gli animali, cresciamo abbastanza velocemente durante le prime fasi della nostra vita, poi cominciamo a farlo un po’ più lentamente e smettiamo di crescere fisicamente quando arriviamo a una misura ottimale. La curva “B” rappresenta lo schema di crescita lineare. Ad esempio, più macchine producono più beni, più carbone produce più energia, ecc.

Questo schema di crescita non è molto importante per la nostra analisi. Dev’essere chiaro, però, che in una pianeta non infinito anche questo schema creerà problemi alla fine. La curva “C” rappresenta la crecita esponenziale, lo schema di crescita più importante e di solito meno compresa. Può essere descritto come l’opposto esatto di quello della curva “A”, nel senso che la progressione avviene molto lentamente all’inizio, poi accelera continuamente e alla fine cresce in una maniera quasi verticale. Nel regno fisico, questo schema di crescita si verifica solitamente quando le cose non funzionano, quando c’è malattia, soprattutto malattia che porta alla morte. Il cancro, per esempio, segue uno schema di crescita esponenziale e, usando questa analogia, l’interesse può essere visto come il cancro nel nostro sistema sociale ed economico. In quanto è basato sull’interesse e sull’interesse composto, il nostro denaro si raddoppia a intervalli regolari, segue uno schema di crescita esponenziale: ad un interesse composto del 3% ci si mette 24 anni, al 6% ci vogliono 12 anni, al 12% 6 anni. Un centesimo di euro investito nell’anno 0 ad un interesse del 5%, nell’anno 1990 avrebbe il valore di 134 miliardi di lingotti d’oro, al prezzo dell’oro di quest’anno, con un peso complessivo uguale a quello di tutta la Terra, praticamente una cosa impossibile.

Il Malinteso n.2: la Trasparenza

2. Il Malinteso della Trasparenza può essere sintetizzato così: “L’interesse si paga solo quando si prendono soldi in prestito.” Quello che rende difficile la piena comprensione dell’impatto del meccanismo degli interessi sul nostro sistema economico consiste nel fatto che la maggior parte delle persone pensa che l’unica cosa che deve fare è di evitare di prendere soldi in prestito, così non dovrà pagare interessi. Quello che non comprendono è che ogni prezzo che paghiamo include una certa quantità di interesse. La proporzione esatta varia in basa alle relazioni tra capitale e lavoro impiegato, costi di manutenzione, costi amministrativi ed altri costi sui beni e servizi che compriamo. Questa varia (N.d.T.: i dati si riferiscono alla Germania, in base ai dati raccolti da M. Kennedy e H. Creutz) da una componente di interesse del 12% per la raccolta dei rifiuti, (perchè qui la quota di capitale è relativamente bassa mentre quella di lavoro fisico è particolarmente alta) ad un 38% per l’acqua potabile, fino a un 77% nel caso dell’affitto di una casa popolare (oltre i 100 anni, che è il periodo di tempo che le case in Germania di solito durano). In media paghiamo un 40% circa di interesse su tutti i prezzi di beni e di servizi. Nel medioevo la gente pagava al padrone feudale la “decima”, cioè il 10%, sulle proprie entrate o su ciò che produceva. Sotto questo aspetto, erano più benestanti allora rispetto a noi, che diamo oggi quasi la metà di ogni euro che guadagniamo a coloro che possiedono capitale, come spiegherò nell’argomentazione riguardo al seguente malinteso.

Il Malinteso n.3: l’Equità

Fig.2 – Comparazione tra interessi pagati ed interessi ricevuti dalle famiglie. La comparazione mostra che vi sono grandi disparità.

3. Il Malinteso dell’Equità si fonda sull’affermazione che: “Tutti sono trattati allo stesso modo in questo sistema monetario.” Siccome tutti devono pagare interesse quando prendono soldi in prestito e ricevono interesse dai risparmi, siamo tutti ugualmente benestanti nell’attuale sistema monetario. Ma questo non è vero, perchè ci sono enormi differenze rispetto a chi guadagna e chi paga in questo sistema. Confrontando i pagamenti di interessi con i guadagni da interessi in dieci gruppi uguali di 2,5 milioni di famiglie in Germania, la figura dimostra che l’80% della popolazione paga almeno il doppio di quello che riceve, il 10% riceve poco più di quello che paga e il restante 10% riceve più del doppio dell’interesse che paga, che è poi la quota che l’80% perde. Questo illustra una delle ragioni meno comprese sul perchè i ricchi diventano più ricchi e i poveri, più poveri. In Germania, nell’anno 2004, questo ammontava a un trasferimento di circa 1 miliardo (!) ogni giorno da coloro che lavorano per guadagnare soldi a coloro che possono “far lavorare da soli i propri soldi”. Ma avete mai visto soldi lavorare? In altre parole, nel nostro sistema monetario permettiamo l’operazione di un meccanismo di ridistribuzione nascosta che sposta continuamente denaro dalla grande maggioranza a una piccola minoranza, creando una polarizzazione sociale che, nel corso del tempo, eroderà qualsiasi democrazia.

Risultato n.1: Inflazione Continua

Come conseguenza di questo difetto nel nostro sistema monetario, tra il 1950 e il 2001 ogni Marco tedesco ha perso l’80% del suo valore, cioè, in altre parole, il valore di 1 Marco è stato in realtà di 20 Pfennig. Ed il Marco era la moneta più stabile del mondo. Per la maggior parte della gente, l’inflazione sembra una parte integrale di qualsiasi sistema monetario, quasi “naturale” visto che non c’è nessun paese nel mondo senza inflazione. Siccome l’inflazione è data per scontata, gli economisti e la maggior parte della gente crede che gli interessi servono per controbattere l’inflazione, mentre in realtà l’interesse è la causa più importante dell’inflazione. Circa due anni dopo ogni rialzo dell’interesse, segue un rialzo dell’inflazione. Di conseguenza, se potessimo abolire l’interesse, riusciremmo ad abolire anche l’inflazione. Nell’attuale sistema monetario stiamo affrontando una scelta gravissima: o il collasso economico o quello ecologico. Solo quando i debiti pubblici e privati aumentano, seguendo la crescita patologica del sistema monetario, l’economia può funzionare. Questo significa che ci serve crescita economica a quasi qualsiasi costo, preparando così un collasso ecologico di proporzioni senza precedenti.

Risultato n.2: Enorme Sbilancio tra Indicatori Economici
Fig.3 – Ammontare annuale della ricchezza espressa in Marchi tedeschi, dal 1950 al 1995. Tutti i dati sono corretti in base all’inflazione (Fonte: M. Kennedy e H. Creutz).

Un secondo risultato del sistema basato sugli interessi è che esso porta ad una crescita particolarmente ineguale in diversi settori dell’economia. Paragonando tre diversi indicatori di crescita tra il 1950 e il 1995 in Germania, scopriamo che gli Assets (N.d.T: beni) Monetari (avallati dall’equivalente quantità di debito) sono cresciuti 461 volte, il Prodotto Interno Lordo è cresciuto 141 volte e il Reddito Netto da Stipendi (dopo l’applicazione di tasse) è aumentato solo 18 volte, ed attualmente si è abbassato dopo il 1980 al livello degli anni settanta. Se il nostro corpo riuscisse a crescere 18 volte dal periodo di pochi mesi dopo la concezione fino alla maturità , la nostra testa crescesse 461 volte, mentre le nostre gambe crescessero solo 18 volte, questo verrebbe chiamato malattia. Ma poche persone comprendono che queste cifre indicano una malattia grave nel nostro sistema economico, la mancanza di discussione pubblica su questo problema è la prova della nostra ignoranza estesa su argomenti monetari.

Risultato n.3: Instabilità Monetaria

Fig.4 – Ammontare delle transazioni finanziarie dal 1974 al 2001. Il grafico evidenzia l’enorme sproporzione tra transazioni economiche reali e speculative. (Fonte: Bernard Lietaer / BIS).

Un terzo risultato è che il sistema monetario basato sulla crescita esponenziale e sull’interesse, crea un’instabilità monetaria di alto livello. Contrariamente a misure come il metro o il chilo, il valore della nostra moneta varia da giorno a giorno. Guardando a come funziona questa variabilità , il volume globale di transazioni monetarie speculative tra 1974 e 2000 è cresciuto del 97%, mentre solo ci è stato solo un 3% di incremento delle transazioni in beni e servizi, incluso il turismo. Nel 2001 il volume quotidiano di scambi commerciali ha superato i 2.000 miliardi di dollari mentre negli anni ’70 ammontava a 20-30 miliardi. Ciò che rende la situazione così pericolosa è che tutte le riserve di valuta e di oro di tutte le banche centrali del mondo ammontano solo al volume delle transazioni svolte in sette o otto ore di attività commerciale, uno tsunami che indugia nell’orizzonte del nostro sistema finanziario globale, visto che non c’è praticamente nessuna istituzione che abbia riserve sufficienti a intervenire in una situazione di crisi. La piccola tendenza al ribasso a partire dall’anno 2000 è il risultato dell’introduzione dell’euro che ha posto fine alla speculazione valutaria nei paesi europei.

E’ necessario un cambio di prospettiva

Fig.5.

Oggigiorno gli economisti di tutto il mondo trattano il denaro come un’asta metrica neutrale che, per come lo intendono, non ha nessun ruolo decisivo nelle decisioni economiche. Un recente studio del Club di Roma dimostra che ciò è errato. Il denaro è tutt’altro che neutrale. Anzi, fa da aspirapolvere succhiando costantemente risorse da certe regioni con ritorni più bassi e ridistribuendole alle regioni con ritorni più alti, per il momento questa è la Cina, con tutti gli effetti devastanti che ciò porta alla cultura, all’ecologia e alla società nelle aree coinvolte. Ciò che ci serve oggi è un ridimensionamento del denaro per riuscire finalmente a usare il pieno potenziale di una delle più ingegnose invenzioni dell’umanità , per aiutare a realizzare il sogno di mettere a disposizione di ognuno su questa terra le necessità basilari della vita. Una prima soluzione sarebbe quella di sostituire l’interesse – la ricompensa per il creditore – con un “demurrage” o “tassa di appropriazione”, un costo dovuto per il possesso dei soldi (N.d.T. inteso come fisico possesso delle banconote). Un principio questo, che già applichiamo alla maggior parte degli altri servizi, come ad es. il costo per l’uso della carrozza ferroviaria, quando viaggiamo in treno. Nessuno riceverebbe una ricompensa per liberarsene, per rimetterlo in circolazione, ma pagherebbe un piccolo canone dovuto all’uso quotidiano. E’ praticamente questo che dobbiamo fare con il denaro per risolvere molti dei problemi che sono stati creati dal sistema dell’interesse.

Soluzione n.1: Denaro senza Interesse – L’esempio di Woergl

Fig.6 – Fatti e risultati relativi all’emissione di schillings da parte dal Comune di Woergl in Austria nel 1932 (Fonte: M. Kennedy e V Spielbichler).

Tra il 1932 e il 1933 la piccola città austriaca di Woergl iniziò uno dei primi esperimenti-modello, basati sulle teorie economiche contenute nel libro di Silvio Gesell “L’Ordine Economico Naturale” (1916). A fronte di un equivalente ammontare di schillings ordinari depositati nela banca cittadina, il Comune di Woergl mise in circolazione 5.490 schillings in “Certificati di Lavoro”. Questa valuta perdeva l’1% del valore ogni mese. Un bollo del valore dell’1% doveva essere incollato sul Certificato per mantenerlo in validità . Ciò ebbe come conseguenza che i Certificati di Lavoro circolarono 463 volte nei successivi 13,5 mesi, facilitando la creazione di beni e servizi di valore uguale a 5.490 x 463 (giorni), cioè 2.283.840 milioni di schillings. In un periodo storico in cui nella maggior parte dei paesi europei c’era una perdita di posti di lavoro, il Comune di Woergl ridusse il tasso di disoccupazione del 25% su base annua. Il reddito da tasse locali crebbe del 35% e gli investimenti per lavori pubblici del 220%. La tassa di circolazione del denaro, incamerata dal Comune, che causò un passaggio di mano delle banconote cosi veloce, fu del 12% sui 5.490 schillings in Certificati, ovvero di un totale di di 658 schillings. Questo piccolo ammontare fu usato per obiettivi pubblici, non se ne appropriò nessun singolo individuo bensì ne ebbe beneficio l’intera comunità . Tuttavia, quando 130 comunità in tutta l’Austria cominciarono ad adottare questo interessante modello, la Banca Nazionale Austriaca vide il proprio monopolio in pericolo e proibì la stampa di ogni moneta locale.

Soluzione n.2: Sistemi di risparmio e prestito senza interesse – L’esempio della Banca Jak

Fig.7 – Meccanismo di funzionamento della Banca Jak: Risparmi e Prestiti. (Fonte: M. Kennedy e Mark Anielski, Canada).

Una seconda possibile soluzione consiste nell’adottare il sistema della banca cooperativa svedese JAK (Jord, Arbede, Kapital = terra, lavoro e capitale). Una volta che viene creato ed ha un sufficiente flusso di denaro in circolazione, il sistema della Banca Jak è probabilmente il sistema più economico per concedere prestiti senza interesse. In Svezia circa 26.000 persone usano questo sistema ed il turnover annuale nel 2004 è stato di circa 60 milioni di euro. Il sistema di funzionamento è davvero facile: le persone cominciano a risparmiare soldi per alcuni mesi per totalizzare un punteggio che che gli permetta di richiedere un prestito. Una volta che hanno ottenuto il prestito, essi cominciano immediatamente a risparmiare soldi di nuovo ed alla fine, quando hanno restituito il prestito, essi hanno disponibile sotto forma di risparmio il 90% della somma del prestito e possono ritirare questa somma dalla banca dopo sei mesi. Il sistema nella sua interezza, così come i risparmi ed i prestiti individuali – col tempo – in questo modo sono sempre bilanciati.Il debitore diventa creditore e passa il vantaggio di avere un prestito senza interesse alla prossima persona, la prossima ad un altra e così via. Il vantaggio di avere un prestito quando usualmente il denaro vale di più (a causa dell’inflazione) è bilanciato dal fatto che quando i risparmi vengono rimborsati, il denaro vale meno. Così non vi è la necessità di introdurre un aggiustamento inflattivo che, come vediamo, è parte dei normali costi di un prestito.

Fig.8 – Confronto tra il pagamento di un prestito in una banca normale e la Banca JAK (Fonte: M. Kennedy e Jak Bank)

Il confronto della restituzione di un prestito di 200.000 corone svedesi (SKR) a 25 anni tra una banca normale e la banca cooperativa JAK, mostra come funziona un prestito in quest’ultima. Mentre la banca normale carica in media l’8% di interesse che ammonta a rate mensili di 1.568 SKr, la banca cooperativa JAK carica (una rata mensile di 667 SKr più una commissione del 2% – per il lavoro da essa svolto – di 190 SKr, con un risparmio su base mensile di 654 SKr, che complessivamente raggiungono) quasi lo stesso importo, 1.511 SKr al mese. Inoltre il totale da pagare in 25 anni di 453.300 SKr nel sistema JAK è paragonabile ai 470.000 SKr nella banca tradizionale. La grande differenza, tuttavia, arriva alla fine dei 25 anni, quando nella banca normale non c’è nessun risparmio mentre nella banca JAK c’è un risparmio pari al 90% del prestito originale di 200.000 Skr, cioè 196.200 SKr. A copertura del rischio i richiedenti del prestito devono acquistare quote societarie, per una somma pari al 2% del prestito, nella cooperativa JAK. Esse possono essere rimborsate, se il prestito viene completamente pagato nello stesso anno. Tuttavia, una delle caratteristiche più attraenti rispetto al presito di una banca normale, è il fatto che nel sistema JAK l’interesse o le commissioni non si alzano durante il periodo di rimborso.

Fig.9 – Confronto della composizione dell’interesse sui prestiti ed i crediti tra una banca normale e la Banca JAK (Fonte: M. Kennedy e Jak Bank)

L’interesse dell’8%, in un prestito di una banca normale, per esempio, è formato da quattro componenti differenti: commissioni per il lavoro svolto dalla banca (solitamente intorno all’1,7%), un premio di rischio (o un’assicurazione, nel caso il prestito non può essere rimborsato, di circa lo 0,8%), un premio di liquidità (come ricompensa per le persone che richiedano la “liquidità” del denaro depositato, in questo caso del 4%) ed un aggiustamento inflazionistico (come riequiibrio della perdita da parte dei prestatori a seguito dell’inflazione – variabile a secondo il tasso di inflazione – in questo caso l’1.5%). Se adottassimo un incentivo di circolazione o un costo di appropriazione, per esempio una tassa sul denaro che non viene usato, potremmo eliminare il premio di liquidità del 4% e dimezzare i costi per i prestiti e la quota di interesse qualunque sia l’ammontare del prestito e per tutta la sua durata. Se potessimo adottare un sistema JAK, tuttavia, si potrebbe ulteriormente dimezzare l’interesse – che in questo sistema sarebbe soltanto del 2% perchè il lavoro effettuato dalla banca va pagato.

Fig.10 – Confronto tra i costi del credito nel normale sistema bancario, nel sistema a demurrage o a incentivo e nel sistema JAK

Un confronto tra i costi del credito nel normale sistema bancario, nel sistema a demurrage o a incentivo e nel sistema JAK, indica che una famiglia tedesca media con 30.000 euro di reddito all’anno, pagherebbe oggi 12.000 euro di interessi (il 40%), 6.000 euro nel sistema di demurrage e soltanto 3.000 euro, se il sistema JAK fosse applicato all’economia. A seguito di ciò i prezzi potrebbero andare considerevolmente giù, la ridistribuzione del costo nascosto dell’interesse in tutti i prezzi sparirebbe; l’80% della gente che ora perde nel sistema sarebbe così ricca quasi due volte o potrebbe lavorare la metà del tempo; ed infine potremmo finalmente avere un sistema monetario sostenibile, in cui il valore della relativa valuta rimarrebbe stabile col tempo. Un aiuto per la grande maggioranza della gente. Inoltre significherebbe che tutti i progetti sociali, culturali o ecologici, che possono rimborsare appena i loro investimenti, diventerebbero “economicamente possibili”. Una cultura completamente nuova potrebbe evolversi ed il gap fra ricchi e poveri diminuirebbe gradualmente. Ed inoltre se i paesi e le regioni più povere creassero le proprie valute anzichè prendere in prestito i soldi dai centri altamente industrializzati e dalle altre nazioni ad alto tasso di interesse, potrebbero prosperare velocemente.

Soluzione n.3: Monete Complementari

La terza soluzione introduce il concetto di “Monete Complementari” (CC) come la via più praticabile per contrastare le conseguenze negative del sistema degli interessi e della globalizzazione economica. Essa definisce le valute complementari come “mezzi di pagamento con obiettivo incorporato, che non sono da intendersi come sostituti delle esistenti valute nazionali o internazionali, ma come strumenti per dare loro, complementarietà”. Principalmente in quelle aree in cui il sistema attuale non funziona molto bene: per progetti sociali, culturali ed ecologici, nuova liquidità può essere generata senza caricare i contribuenti o i governi con costi supplementari. Le monete complementari possono essere viste come un potente strumento per rafforzare l’attuabilità economica dei progetti relativi ad un settore sociale specifico o ad una regione geograficamente limitata, ciascuno con i propri interessi e potenziali specifici. In molti casi, esse hanno mostrato la loro potenzialità a sostenere e rinforzare l’economia, specialmente in periodi difficili.

Verrà spiegato in dettaglio il funzionamento del Saber e del Chiemgauer, che sono solo alcuni esempi di valute settoriali e regionali tra le varie esistenti.

Una valuta settoriale recentemente progettata è il “Sabèr”, una proposta brasiliana di valuta educativa. Dato che il 40% della popolazione del Brasile è sotto i 15 anni, questo paese ha un problema educativo enorme. Quando l’industria del telefono cellulare è stata privatizzata il governo ha messo una tassa del 1% sulle sulle fatture dei telefoni cellulari, per finanziare la formazione. Il risultato di ciò è, nel 2004, un fondo monetario di 1 miliardo US$ o di 3 miliardi di Reais per la formazione. Che cosa può esser fatto con questi soldi? Nel 2004, il prof. Bernard Lietaer ha proposto di introdurre un sistema di buoni chiamato “Saber” per moltiplicare il numero di allievi che possono permettersi di ottenere una formazione di livello universitario. Il valore del Saber è nominalmente lo stesso del Real, sebbene sia soltanto redimibile per i pagamenti di tasse scolastiche per l’istruzione superiore e perda il 20% di valore all’anno per dare un motivo per non accumularlo. I buoni saranno dati alle scuole per darli ai loro – per esempio 7 anni – allievi più giovani, a condizione che essi scelgano un altro allievo di una classe superiore, per farsi aiutare su una materia in cui si è deboli. Il Saber allora viene trasferito (NdT i ragazzi pagano le ripetizioni in Saber) all’allievo più anziano ed e così via, fino a che infine arriva ad un ragazzo di 17 anni che desidera andare all’università che utilizzerà i Saber per pagare una parte delle tasse scolastiche. Il Saber – permettendo una diminuizione delle tasse scolastiche per coloro che andranno all’università , probabilmente permetterà anche di aumentare di dieci volte l’allocazione delle risorse per la formazione.

Quali sono le differenze fra le valute complementari e quelle tradizionali? Anzichè essere orientate al profitto sono orientate all’uso; anzichè avere l’obiettivo di fare più soldi dai soldi, hanno l’obiettivo per collegare le risorse poco usate con i bisogni non soddisfatti. La loro accettazione non è generale ma limitata e fornisce “una membrana semipermeabile” intorno alla funzione o alla regione per cui sono progettate. Non possono essere usate per speculare sui mercati finanziari internazionali; non possono essere usate per comprare automobili dall’estero. Forniranno aiuto alla realizzazione di uno scopo e quello è il loro vantaggio. La maggior parte delle valute complementari non hanno interesse ma usano un incentivo alla circolazione monetaria o un meccanismo di demurrage per mantenere la valuta “in movimento”, evitando così tutte le conseguenze connesse all’interesse. Possono essere create con un processo trasparente e democratico controllato dagli utenti. Le valute complementari possono arrestare il drenaggio delle risorse finanziarie dai paesi a basso reddito verso i paradisi fiscali, quindi ostacolare la conseguente perdita di ricchezza e posti di lavoro e promuovere senso di comunità invece di distruggerlo. Esse generano una situazione win-win per tutti: da un’espansione dei benefici educativi alla soluzione dei problemi legati all’aumento del numero di anziani, dalla protezione dell’identità culturale alla commercializzazione degli alimenti coltivati regionalmente, da un uso ecosostenibile degli itinerari più corti di trasporto all’esercizio di senso etico quando si utilizzano risorse non rinnovabili.

Le valute regionali forniscono tutti i benefici elencati per le valute complementari e specificamente sono destinate a aiutare una regione. Una regione può essere definita geograficamente come una bio-regione situata in una valle di montagna o intorno ad un lago; culturalmente se ha una storia comune, un dialetto o delle abitudini sociali comuni; o economicamente se ha specifiche risorse o abilità speciali di produzione. Una regione, se non è protetta dai propri mezzi di pagamento, tende a perdere risorse all’interno della feroce concorrenza internazionale. Di conseguenza, un disaccoppiamento parziale dall’economia globalizzata è una delle misure di sostegno più efficaci per supportare l’incremento dell’uso di prodotti e servizi regionali e per mantenere il valore aggiunto ed il surplus nella regione. Così come l’euro ha rinforzato l’identità europea, in modo simile una valuta regionale può rinforzare l’identità regionale. Infatti, in quelle zone di Europa in cui le valute regionali sono state introdotte, questo era uno dei motivi per cui la gente ha cominciato ad usarle. La rinascita recente dei mercati locali e regionali di vendita diretta da parte degli agricoltori – nonostante i supermercati convenienti nelle vicinanze – mostra che la gente comincia a stimare i legami più vicini fra consumatori e produttori. Ovviamente produrre e consumare regionalmente ridurrebbe le esigenze di trasporto e di energia; e potrebbe essere fermata la privatizzazione delle utilities pubbliche (acqua, elettricità , fogne, rimozione rifiuti, trasporto ecc.) – che, quasi dappertutto in Europa, ha reso i servizi più costosi e meno efficienti. Con l’uso di una valuta regionale si potrebbero fornire questi servizi e controllare la loro efficacia.

Fig.11 – Meccanismo di funzionamento della moneta locale Chiemgauer.

Un esempio pratico di valuta regionale è il Chiemgauer che circola nella zona del Chiemsee nella Germania del sud. E’ stata iniziata dalla Scuola Waldorf di Prien ed usa il modello dei vouchers. Il disegno è tale che tutti i partecipanti si avvantaggiano. Ad associazioni regionali selezionate che acquistano buoni Chiemgauer, viene dato un bonus del 3%. Le associazioni in cambio vendono 1 Chiemgauer per 1 Euro ai loro membri, che ne hanno profitto sostenendo la loro associazione senza rimetterci o dover pagare qualcosa di più. I membri delle associazioni quindi possono spendere i Chiemgauer in oltre 200 negozi partecipanti. I primi ad acquistare questa nuova valuta furono i genitori della Scuola Waldorf, che hanno comprato buoni per sostenere la costruzione di una nuova ala della scuola. Da allora, ulteriori progetti senza scopo di lucro si siomno sviluppati ed i partecipanti vengono da parti differenti della regione. In modo simile al modello di Woergl,i compratori accettano di pagare una tassa annuale di 8% per garantire la circolazione. Quattro volte l’anno un bollo del 2% del valore del buono deve essere applicato sulla banconota, per permettere ad essa di mantenere il relativo valore nominale. Le imprese che accettano i buoni possono scambiare i buoni in euro pagando una tassa del 5% oppure possono usarli per il pagamento di beni e servizi di altre imprese, di propri impiegati, per pagare il giornale locale, ecc. Se fanno girare i buoni, non dovranno pagare nessuna tassa. Per la maggior parte delle aziende, accettare i buoni è un modo per coltivare la fedeltà dei clienti. Oltre a questa piccola tassa – peraltro deducibile dalle imposte – non ci sono altre spese addizionali per supportare la propria valuta regionale.

Modelli regionali di valuta sorprendentemente differenti tra loro sono attualmente in sperimentazione in Europa. Questa idea si è sviluppata in modo così estensivo essenzialmente per tre motivi:

  • 1. Molti individui e gruppi stanno cercando strade per contribuire alla soluzione della corrente crisi economica in cui tutte le vecchie ricette non sembrano più funzionare.
  • 2. Ci sono parecchie strade legali per creare mezzi regionali di scambio che siano convenienti per tutti i partecipanti e che quindi abbiano il potenziale per essere accettati ampliamente.
  • 3. Esistono molte altre ragioni, oltre ai motivi economici, per ravvivare l’economia regionale. Poichè nessuna iniziativa ha ancora tutte le risposte ed ognuna sta cercando di sviluppare la propria soluzione specifica per i diversi problemi della propria regione, viene usata da quasi tutti i partecipanti la rete regionale, RegioNetzwerk, che federa le varie iniziative, come piattaforma per insegnare ed imparare. Ciò viene permesso facendo riunioni ogni tre mesi nei posti dove nuove valute già sono state iniziate o sono in progetto di partire. Dal 2003 vengono inoltre fatti grandi congressi nelle aree europee di lingua tedesca che riuniscono tutti gli attivisti e coloro che desiderano essere informati circa lo sviluppo delle valute regionali. Nel 2004 un primo congresso europeo con circa 200 partecipanti si è tenuto a Bad Honnef, NordReno Westalia, in Germania (un CD con tutte le conferenze e le presentazioni può essere ordinato a: info@ksi.de). Nell’agosto del 2005 il primo summit mondiale delle monete complementari si è tenuto a Denver, Colorado, negli USA (www.access.foundation.org).
Fig.12 – Fonti

Il mio libro “Moneta libera da interesse e da inflazione” è stato scritto nel 1987 ed è stato tradotto in 20 lingue (NdT una edizione italiana è stata pubblicata da Arianna Editrice). Esso ancora contiene intatte la maggior parte delle informazioni fornite in questa conferenza ed è disponibile in inglese attraverso Seva International. E-mail: Ursala@hathway.com. Il secondo libro “Le valute regionali – Nuove Strade per un aAbbondanza Sostenibile” che ho scritto insieme a Bernard Lietaer, sembra essere il primo libro che è stato scritto su questo soggetto. (La traduzione in inglese sarà pubblicata nel 2006). Il libro fornisce le informazioni di base sui problemi fondamentali, le soluzioni e gli esempi che vengono da tutto il mondo. Il sito http://www.RegioNetzwerk.de contiene le ultime informazioni (principalmente in tedesco) sullo sviluppo delle iniziative ed il fondamento teorico e pratico che stiamo sviluppando. L’introduzione di valute regionali è stato provato essere uno degli strumenti più potenti per la realizzazione di nuovo ordine democratico.

Le iniziative ed i numerosi programmi regionali esistenti in Europa sono i logici “partners naturali”. Ci sono ad oggi circa 300 iniziative all’interno del movimento regionale in Germania, più di 2000 gruppi Agenda21 e più di una dozzina di progetti europei Leader+ (un programma che promuove lo sviluppo regionale in aree rurali). In aggiunta a questi gruppi locali, un altro partner potrebbe essere il “Comitato per le regioni”, formato per difendere il principio che in le decisioni dell’Unione Europea dovrebbero essere prese al più basso livello possibile.

Per commenti o contatti: margritkennedy@monneta.org

(c)2004 Margrit Kennedy. Traduzione italiana a cura di Socialforge.net dal testo originale in inglese: http://www.margritkennedy.de/pdf/PRE_moneypres.pdf (c) 2006 Socialforge – Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia

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